NASCE TERZIARIO DONNA LOMBARDIA: LA NOSTRA CRISTINA RIGANTI NOMINATA VICEPRESIDENTE
Il Terziario Donna Lombardia da ieri (martedì 29 giugno) è realtà. Il primo consiglio direttivo convocato a Milano a Palazzo Castiglioni, sede di Confcommercio Milano, ha visto l’elezione a presidente di Lionella Maggi (nella foto a destra) e della nostra Cristina Riganti (nella foto a sinistra) a vicepresidente.
Riganti, consigliera nazionale e presidente del TD delle provincia di Varese, ha subito indicato la strada che il neonato gruppo seguirà a livello regionale: «In Lombardia l’imprenditoria femminile è particolarmente forte e, soprattutto in un contesto storico come questo, deve essere protagonista della ripresa. Ci sono partite in cui giochiamo già un ruolo di primo piano, penso ad esempio alla sensibilità verso un’economia che definiamo generativa, in grado cioè di avere ricadute davvero positive per il sistema nel suo complesso, per il territorio, per la collettività. Ma dobbiamo fare in modo che l’attenzione si alzi su temi fondamentali come le politiche per sostenere la ripartenza e il welfare. Questo è il momento in cui si può dare una svolta, mettendo al centro l’attenzione alle persone e noi, come imprenditrici, possiamo davvero fare la differenza».
Il primo consiglio del Terziario Donna regionale è stato anche l’occasione per diffondere i dati raccolti attraverso il sondaggio diffuso ad oltre 350 imprese da Confcommercio Lombardia in concomitanza con l’istituzione della zona bianca.
Chiamate ad esprimersi su un lascito degli ultimi, difficilissimi, mesi su cui varrà la pena continuare ad investire, un’imprenditrice su cinque (21%) auspica un sistema che permetta di conciliare meglio famiglia e carriera; il 22% guarda con interesse all’implementazione di politiche sostenibili; una imprenditrice su tre (30%) ha risposto di vedere come un’opportunità l’accelerazione sul digitale e pensa che le restrizioni abbiano rappresentato un modo per ripensare il proprio business alla luce di nuove esigenze della società; una su due (53%) vede come eredità positiva la maggiore attenzione riservata alla salute e alla prevenzione.



